Ho la dermatite seborroica, posso sottopormi ad una seduta di tricopigmentazione?

Ecco una domanda piuttosto comune: “Ma è davvero possibile sottoporsi a tricopigmentazione quando si soffre di dermartite seborroica?”. Ed ecco una risposta per noi comune: come sempre è importante che sia il Medico/dermatologo a dare l’ok al trattamento. La risposta, infatti, varia da situazione a situazione ed è fondamentale che vi sia assoluta collaborazione tra il tricopigmentista e il medico.

Ma prima di tutto: cos’è la Dermatite Seborroica?

La dermatite seborroica è una condizione comune d’infiammazione cronica della cute, che interessa prevalentemente il cuoio capelluto e il volto. Può manifestarsi ad intermittenza (è una malattia cronico-recidivante) e spesso il momento di acutizzazione è quello del cambiamento di stagione.

Si manifesta con un’infiammazione della pelle particolarmente intensa ma, diversamente da altre forme di dermatite, produce una forte desquamazione. Un segno piuttosto comune di dermatite seborroica è ad esempio la forfora. Nelle forme più gravi possono essere presenti piccole lacerazioni della pelle, eritemi o follicolite.

Come interagisce la dermatite seborroica con la tricopigmentazione

Esattamente come avviene per qualsiasi patologia infiammatoria del cuoio capelluto, anche la dermatite seborroica agevola l’instabilità del pigmento usato per la tricopigmentazione, favorendone la scomparsa. Ecco perché potremmo dire che il trattamento di tricopigmentazione è controindicato quando la patologia è in atto.

Ma…

Confrontiamoci prima con il dermatologo

Nonostante quanto detto, è possibile sottoporsi alle sedute di tricopigmentazione quando si soffre di dermatite seborroica. Di sicuro, come sempre quando presente una patologia, il nostro consiglio è quello di consultare il medico, in questo caso il Dermatologo.

Come per tutte le patologie cutanee infiammatorie, sarebbe bene eseguire la tricopigmentazione quando la dermatite seborroica risulta essere adeguatamente sotto controllo grazia cure e trattamenti specifici, o nei periodi di remissione della malattia. Questo, chiaramente, deve essere valutato dallo specialista che indicherà il momento migliore per le sedute.

Diversa invece la valutazione in caso di presenza di psoriasi. La tricopigmentazione, come anche un tatuaggio, potrebbe favorire infatti, l’espansione dell’alterazione anche su zone non affette. Per questo motivo non è possibile effettuare il trattamento su cuoio capelluto che presenti questa patologia.

Parla con il/la tuo/a tricopigmentista

È essenziale che il/la tricopigmentista conosca bene il tuo stato di salute e la presenza di patologie che possano influenzare lo stato della cute. Dermatiti o stati infiammatori, anche qualora non influenzino direttamente il risultato della tricopigmentazione, potrebbero sviluppare pruriti o ipersensibilità, rendendo il trattamento particolarmente fastidioso.

Richiedi una valutazione gratuita con una tricopigmentista specializzata: scrivici a info@dermostudiolab.it